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Duomo
Chatedral
Duomo
Il Duomo sorse nel X secolo col nome di pieve di Santo Stefano di Borgo al Cornio; nel 1211 si iniziò il rifacimento con l'opera di Guidetto da Como, che decorò la facciata ed il fianco destro con arcature d'impronta pisano-lucchese; nella prima metà del XIV secolo venne ampliato. L'elegante facciata, rivestita di alberese alternato con fasce orizzontali di marmo verde applicato dal 1385 al 1457 alla facciata romanica. A sinistra vi è l'esterno della cappella in cui si conserva il Sacro Cingolo ed il portale è adornato da una grande lunetta in bianca terracotta smaltata, di Andrea della Robbia (1489).
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All'angolo destro, spicca il celebre pergamo del Sacro Cingolo, opera di Donatello e Michelozzo, iniziata nel 1428 e terminata tra il 1434 ed il 1438, con la collaborazione di Pagno di Lapo Portigiani e Maso di Bartolomeo. Donatello scolpì l'ammirabile "danza di putti", che si svolge intorno al parapetto, in sette formelle divise da pilastri binati, una delle più squisite opere di scultura del Rinascimento. Le formelle originali si conservano nel Museo dell'Opera del Duomo.
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Sul fianco destro si innalza l'alto ed elegante campanile in alberese e marmo verde, costruito ai primi del 1200, poi sopraelevato con la cella campanaria (1340-56) da Niccolò di Cecco del Marcia e da Sano suo figlio, restaurato nel 1933. L'interno è severo, nelle tre navate ricostruite nel 1211 e tipiche del romanico locale, caratterizzato dalle possenti colonne in marmo verde con bei capitelli, dall'ampio ritmo delle arcate, dalle decorazioni a fasce bicrome, usate qui per la prima volta in un interno. Tra le navate troviamo importanti bassorilievi. Nel sotterraneo sotto il transetto, in cui ebbero sepoltura nobili pratesi e canonici, vi è il ritratto ad affresco di Convenevole da Prato, maestro del Petrarca qui sepolto ed altre pitture murali fra cui una Pietà del sec. XIV.
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Sopra l'altar maggiore un grande crocifisso in bronzo di Ferdinando Tacca del 1653; il retrostante coro, con alta vetrata dipinta a fresco di Lorenzo da PÈlago 1459 su disegno di Lippi rappresenta uno dei cicli pittorici più significativi del primo Rinascimento, lungamente studiato dal giovane Michelangelo e particolarmente ammirato dal Vasari. Da un cortiletto a sinistra della facciata si accede al Museo dell'Opera del Duomo.

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